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SICCITA’: UNA SOLUZIONE PER MASSIMIZZARE LA PRODUZIONE DAI POZZI ACQUEDOTTO

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I pozzi di acquedotto sono costituiti da una perforazione solitamente di un diametro fra i 30 e gli 80 centimetri profonda nel terreno anche oltre un centinaio di metri, fino ad intercettare le falde acquifere sotterranee.

Sono poi “armati” con una elettropompa sommergibile, calata in profondità ed appesa al proprio tubo che la sostiene e permette di portare in superficie l’acqua emunta.

La portata di produzione dipende da diversi fattori quali ad esempio il diametro di perforazione e la composizione del terreno circostante. La sua diversa permeabilità caratterizza la capacità di ricarica della falda, cioè l’attitudine a sostenere la quantità prelevata dall’elettropompa.

Pozzo – Acea Pinerolese Industriale

Ogni pozzo presenta pertanto una “portata critica” oltre la quale il livello della falda scende rapidamente ed il pozzo si “svuota”, mettendo a secco l’elettropompa che può così subire seri danni.

Anche la portata critica non è sempre stabile, essa varia secondo la stagione diminuendo sensibilmente nei periodi di siccità sia estiva che invernale, quando neve e gelo impediscono all’acqua di raggiungere la falda sotterranea. Il fenomeno è ancor più evidente nei pozzi realizzati in montagna, dove lo strato sotterraneo permeabile, prima della roccia, è sottile e di conseguenza molto reattivo alle variazioni climatiche.

Spesso la soluzione più elementare nel dimensionare l’elettropompa è di scegliere un modello adatto alla portata critica massima presente nei periodi più produttivi, così da non rinunciare ad un’ottima produzione.

Ma se la disponibilità di acqua nel pozzo diminuisce, come fare a ridurre la portata per evitare di svuotarlo?

Fino ad una ventina di anni fa non si faceva altro che chiudere un po’ la saracinesca posta sul tubo di uscita, così da creare una limitazione artificiosa della portata. Soluzione banale, ma piuttosto antieconomica perché la potenza elettrica della pompa, di valore fisso, veniva così per buona parte dissipata inutilmente per attrito sulla saracinesca.  E’ facile immaginare che una pompa da 50 kW potesse operare “strozzata” dissipando sulla saracinesca anche il 20%. Quando il pozzo era attivo H24 come spesso succede, in un solo mese andavano  sprecati 7.000 kWh (circa 1.800 € attuali).

Quando i pozzi sono numerosi diventa anche problematico seguire l’andamento della loro falda per aprire o chiudere la saracinesca. L’operazione manuale veniva fatta certamente in chiusura per non danneggiare la pompa, ma spesso dimenticata quando occorreva aprirla, sprecando così energia e risorsa utile.

Da quel tempo Acea Pinerolese Industriale ha via via reso sistematica, sui pozzi che presentano le caratteristiche descritte, una soluzione più corretta costituita dall’impiego di apparati elettronici che effettuano la conversione della frequenza elettrica, più comunemente conosciuti come “inverter”.  Essi permettono di far variare il numero di giri del motore elettrico e di conseguenza della pompa centrifuga ad esso associata.

Caratteristica della pompa centrifuga è proprio quella di variare la portata al numero di giri, perciò senza più dissipare energia inutilmente, si permette la modulazione della portata secondo la disponibilità del pozzo.

Ovviamente la presenza di un apparato elettronico ha aperto la possibilità di integrare automatismi più sofisticati. Ora nel pozzo viene calata una sonda di misura del livello falda ed i giri della pompa sono regolati in modo autonomo ed automatico per mantenere una quota di acqua, cosiddetto “battente”, di valore stabile sopra di essa così da evitarne la marcia a secco.

Il risultato è che:

  • Non si spreca più energia e denaro in inutili dissipazioni, che provocano indirettamente inquinamento ambientale (emissioni CO2 evitate)
  • La regolazione insegue costantemente la disponibilità di acqua del pozzo e senza più alcun intervento manuale dell’uomo, si ha certezza di estrarre sempre il massimo della sua capacità produttiva, il che in tempo di siccità è uno dei primi fattori di contrasto da mettere in campo.

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