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SACCHETTI COMPOSTABILI PRODOTTI DAL TRATTAMENTO DELL’ORGANICO: UNA RIVOLUZIONE DAVVERO CIRCOLARE

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Dal compost prodotto dal trattamento dei rifiuti organici si può produrre bioplastica compostabile e biodegrabile.

Sembra un paradosso, ma è la realtà, una realtà tanto vera quanto impensata: la soluzione ai rifiuti arriva dai rifiuti. Pensavate forse che il rifiuto organico fosse qualcosa di inutile, un problema? La storia, ma soprattutto il presente ci dice l’esatto opposto.

Cumulo di Compost

Le vacanze di Natale 2017 ci hanno portato con sé una valanga di dibattiti, discussioni e commenti televisivi e sui giornali quotidiani, settimanali, alle radio sui sacchetti di plastica e su quelli compostabili. Questi ultimi rappresentano la soluzione all’invasione dei primi. I sacchetti compostabili sono infatti accettati e pensati per essere “digeriti” all’interno degli impianti come quello di Pinerolo per il trattamento dell’organico e non sono assolutamente un problema, anzi la soluzione corretta.

Vediamo di fare chiarezza.

I sacchetti di plastica, così come molti imballaggi, sono un problema, poiché dispersi in ambiente inquinano e finiscono nei fiumi, nei mari e poi negli oceani e ancora nel terreno o sulle spiagge. Volano ovunque il vento o le acque li trasportino per colpa degli uomini che li hanno abbandonati senza rispetto per se stessi, oltre che per l’ambiente.

I sacchetti biodegradabili e compostabili nascono da fonti bio, cioè dalla natura stessa e una volta utilizzati tornano a farne parte.

Una soluzione per produrli viene, oggi, dai rifiuti organici raccolti dalla differenziata dei cittadini che, nelle proprie case, separano in appositi contenitori bucce, scarti di frutta, di verdura, ecc. Prima di arrivare nel cassonetto dedicato alla raccolta dell’organico necessitano di sacchetti biodegradabili compostabili per essere contenuti.

La soluzione per produrre questi sacchetti esiste: gli studi sono stati curati e pubblicati dai tecnici di Acea Pinerolese e mettono nero su bianco come la bioplastica compostabile si può ricavare dal compost prodotto dal trattamento dello stesso rifiuto organico.

Vediamo come:

Al Polo Ecologico di Acea Pinerolese, a pochi Km da Torino sorge, ormai da 15 anni, quello che potremmo definire un pezzo unico al mondo, quello che oggi è diventato il modello imitato da tutta Italia e promosso come soluzione tecnologica al problema dei rifiuti anche dal Governo stesso che auspica una capillare diffusione in Italia di impianti simili. Si tratta di un impianto che integra il metodo anaerobico a quello aerobico per il trattamento dei rifiuti organici.

1° fase Anaerobica

Il Polo ecologico Acea Pinerolese velocizza la fermentazione che accadrebbe in natura a qualsiasi materia vegetale, all’interno di ambienti

Digestori

stagni, i cosiddetti digestori, grandi cilindri, che vedete nella foto qui accanto, dove non entra neanche una molecola d’aria (di qui il termine anaerobico), e non esce neanche un po’ di odore derivante dalla fermentazione. Qui l’organico viene “mangiato” dai batteri termofili che lo utilizzano come cibo per alimentarsi. Si tratta di un processo che avviene, anche in natura, grazie ai batteri che decompongono le foglie in marcescenza nei boschi d’autunno, il legno, i frutti caduti dagli alberi e qualunque materia organica della natura. In 14 giorni l’organico presente nei cilindri si trasforma da un lato in biogas, come peraltro accade in natura, che viene interamente captato e dall’altro lato in digestato, terriccio che passa alla seconda fase aerobica.

Dal biogas si produce energia termica ed elettrica rinnovabile e biometano per una mobilità sostenibile.

2° fase Aerobica:

il terriccio uscito dai digestori viene miscelato agli sfalci di potatura (rametti triturati e fogliame) e dopo tre mesi di maturazione diventa Compost di altissima qualità per gli agricoltori.

Dal COMPOST può nascere BIOPLASTICA COMPOSTABILE per i Sacchetti.

Gli studi, i più avanzati al mondo, realizzati e pubblicati dai tecnici Acea Pinerolese, dimostrano come dal compost prodotto si possano ancora ricavare le molecole per produrre bioplastica o biopolimeri dai quali produrre sacchetti che sono già di per sé compostabili e biodegradabili.

Parte del Compost viene così estratto e utilizzato in un modo alternativo a quello di fertilizzante agricolo per il suolo.

Da questo compost si ricava attraverso un processo di estrazione un Materiale Solubile Biorganico, definito anche con l’acronimo inglese SBO dal quale ricavare poi Bioplastica (biopolimeri) per i sacchetti.

Soluble Bio-Organics

Questi sacchetti compostabili nati dal compost torneranno a poter ospitare rifiuto organico che tornerà negli impianti di trattamento per diventare altro compost da cui ricavare altra bioplastica.

Questo modello di economia circolare d’eccellenza è stato presentato il 14 Novembre 2016 dai tecnici Acea Pinerolese a Bruxelles al Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea (EESC), organo consultivo dell’Unione Europea che si occupa di dare indirizzi tecnici alle direttive europee.

La risposta al mare di plastiche galleggianti esiste e non è un futuro lontano ma un presente che si chiama economia circolare e a Pinerolo è di casa.

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