MAGAZINE

IL COMPOST ACEA, ALLEATO DEI FRUTTETI DI MELE PIEMONTESI E LOMBARDI PER CONTRASTARE LA “STANCHEZZA DEL SUOLO”

SHARE

La produttività delle piante da frutta è misurabile dallo “stato di salute” del suolo dove crescono.

Un frutteto che risulta particolarmente colpito da parassiti rappresenta un problema economico in termini di perdita di produttività delle singole piante e di necessità di ricorrere a numerosi trattamenti specifici. Talvolta una soluzione, tuttavia altamente antieconomica per un frutteto, sarebbe quella della rotazione colturale. Il terreno rappresenta infatti una memoria perfetta di ciò che succede alla soprastante pianta. Una sorta di impronta del tempo trascorso, come è trascorso e tutti gli eventi successi. Questa memoria può diventare un fardello di vulnerabilità che si trasferisce in automatico alle nuove piante qualora procedessimo a nuove piantumazioni per sostituire quelle diventate improduttive con il rischio di trasferire le malattie da piante vecchie a quelle nuove, proprio attraverso un “contagio” del terreno e una crescente infertilità.

Questo fenomeno si chiama stanchezza del suolo e la soluzione al problema è offerta, come evidenziato dalla ricerca condotta dal Consorzio di Ricerca e Sperimentazione per l’Ortofrutticultura piemontese (CRESO), dal compost di alta qualità prodotto da Acea Pinerolese presso il Polo Ecologico di trattamento dei rifiuti organici del Torinese.

Questo compost altamente puro e ricco di sostanze fertilizzanti naturali ha proprietà curative per il terreno che viene liberato dai cosiddetti parassiti e da tutte le tracce lasciate dalle varie malattie subite dalle piante.

La ricerca sul Melo

Questi i dati della ricerca condotta nel biennio 2010-2011 dal Consorzio di Ricerca e Sperimentazione per l’Ortofrutticultura piemontese (CRESO): l’utilizzo del compost Acea in fase di impianto porta a notevoli vantaggi sia in termini ambientali sia economici. L’uso di compost innesca un processo virtuoso in grado di preservare la risorsa suolo per le generazioni future, contribuendo notevolmente alla sostenibilità del sistema produttivo frutticolo. Il compost è infatti un materiale vivo e in particolare quello di Acea Pinerolese consente di prevenire i sintomi di stanchezza del suolo. Non tutti i compost presentano infatti le stesse proprietà e caratteristiche di alta qualità come il compost Florawiva di Acea Pinerolese che viene venduto poiché è un prodotto di alta qualità certificata CIC, Conzorzio Italiano Compostatori, adatto alle coltivazioni bio.

E’ necessario pertanto sempre verificare che esista questa certificazione di qualità (CIC), che non tutti i compost presentano, proprio perché esiste una differenza sostanziale fra ammendanti come quello di Acea Pinerolese che dona una valore aggiunto ai terreni rispetto a un compost tout court che non ha seguito i passaggi di produzione anaerobico e il successivo aerobico che ne garantiscono un livello di purezza unico.

Il compost Acea oltre a donare ricchezza al suolo consente alla pianta di sviluppare la radice, di garantire cioè un livello corretto di trofismo.

Le prove svolte hanno inoltre evidenziato come l’utilizzo del compost di Acea Pinerolese riesca ad aumentare significativamente la produzione per pianta (8,3kg al secondo anno di impianto) e il contenuto in sostanza organica del terreno mentre gli interventi con geodisinfettanti abbinati alla fertirrigazione hanno garantito una buona produzione (8,27 kg/pianta), ma non hanno eliminato i problemi di stanchezza, infatti, al secondo anno di produzione, il 22% delle piante presentava ingiallimento delle foglie.

Compost Acea Pinerolese

Con i trattamenti chimici per converso, il suolo si impoverisce e si creano le condizioni per una reinvasione da parte di organismi patogeni, parassiti e saprofiti e l’effetto benefico si ha solo nell’immediato.

Per questa ragione il compost Florawiva di Acea Pinerolese viene molto utilizzato nelle regioni frutticole del Nord Italia quali Piemonte con Cavour e le aree vicine e la Lombardia proprio per contrastare i fenomeni di moria del melo e garantire un’ottima produzione.

 

Il Kiwi

Nel caso del del Kiwi la problematica  è dovuta all’eccessiva irrigazione per scorrimento, semplice nella sua applicazione rispetto a quella a pioggia, ma causa di un compattamento del suolo sino a renderlo impenetrabile alle radici delle piante che perdono progressivamente capacità di alimentazione causando una progressiva moria.

Al problema esiste una valida soluzione cioè la piantumazione ex novo del terreno previa introduzione di compost di qualità che oltre a tradursi in un effetto continuativo e progressivo di alimentazione del terreno ne conferiscono proprietà di permeabilità e garantiscono un adeguato trofismo alle piante garantendo uno sviluppo dell’apparato radicale significativo.

Affiancando all’uso del compost la realizzazione di una baulatura del terreno lungo tutta la linea dove vengono insediate le piante, cioè uno sollevamento del terreno come una piccola collinetta di terra alla base del kiwi, si offre un ambiente perfettamente accogliente per ospitare questa varietà frutticola.

 

Il compost Florawiva viene infatti acquistato e trasportato in grande quantità con tir per numerose tonnellate o in BigBag dagli agricoltori e da grandi cooperative ortofrutticole e da floricoltori di tutto il Norditalia o direttamente presso il Polo Ecologico Acea Pinerolese nei classici e pratici sacchetti.

 

Per maggiori informazioni:

http://ambiente.aceapinerolese.it/florawiva-compost/

Rispondi

Your email address will not be published.

due × tre =

PASSWORD RESET

17 − tredici =

LOG IN