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Biometano per una mobilità sostenibile. Convegno a Bologna

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Due miliardi di euro in meno di spesa per il carburante e minori emissioni per 1,5 milioni di tonnellate di CO2 nel 2016 grazie al metano. È questo il risparmio economico e di emissioni ottenuto dalle imprese e dalle famiglie italiane calcolato da uno studio realizzato dal centro studi Promotor presentato, giovedì scorso 8 giugno, a Bologna nel corso del convegno “Gas Naturale e biometano, eccellenze nazionali per la sostenibilità”, organizzato da Econometrica in partnership con ANFIA, CIB (Consorzio Italiano Biogas), Confagricoltura, FCA, IVECO e Snam a cui ha preso parte il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, On. Gian Luca Galletti. Lo studio ha determinato i risparmi e le minori emissioni di CO2 nel 2016 grazie all’uso di metano per autotrazione in sostituzione di benzina o gasolio. Dalla spesa necessaria per acquistare benzina e gasolio in sostituzione del metano è stato sottratto il costo per l’acquisto di metano per autotrazione, ottenendo così il risparmio realizzato e analogamente per determinare le minori emissioni di CO2.

Questo metano è oggi producibile da fonti totalmente rinnovabili con impatto zero, quali i rifiuti organici da raccolta differenziata, come rappresentato da Acea Pinerolese Industriale SpA con il primo impianto di produzione di biometano che in Italia ha aperto, dal dicembre 2014, la strada al futuro in materia di mobilità sostenibile.  Dalla macchina di Ritorno al Futuro al Polo Ecologico Acea a Pinerolo, il futuro è già qui.

Un impianto modello che consente di produrre energia rinnovabile dal trattamento anaerobico secondo modalità di alta sostenibilità ambientale dei rifiuti organici di Torino e Comuni del Pinerolese, differenziati da circa 1.000.000 di abitanti. E successivamente grazie a un ulteriore trattamento aerobico è possibile produrre compost di alta qualità per l’agricoltura. Grazie a questi rifiuti/risorse a Pinerolo si produce da decenni elettricità per 17,1 GWh anno ed energia termica per teleriscaldare le case per 18,8 GWh (dati 2015) utilizzando appieno i 10.241.500 Nm3/anno di biogas prodotto.

Dal 2014 è anche possibile produrre biometano dagli scarti organici con un semplice processo di valorizzazione del biogas, chiudendo in questo modo il cerchio: con il modello Pinerolo le città si autoalimentano con i propri scarti invece di buttarli in discarica o trattarli con metodi aerobici che disperdono in atmosfera il potenziale di biogas che, nel caso di Pinerolo, viene interamente captato e utilizzato, evitando l’emissione in atmosfera di 76.000 tonnellate anno di CO2.

Allì’impianto di Acea Pinerolese è stata presentata nel 2015, insieme a FCA Group e al Centro Ricerche Fiat, la Panda Biomethair, alimentata a biomiscele di biometano e bioidrogeno prodotti dal trattamento anaerobico del rifiuto organico. L’idrogeno è infatti un ulteriore prodotto ricavabile per ora a livello sperimentale, variando il PH della digestione anaerobica dei rifiuti organici. Il biometano è invece una realtà attuabile a livello industriale per alimentare la rete di distributori e la rete nazionale per uso domestico/industriale.

Il progetto del biometano da trattamento dei rifiuti organici è valso ad Acea Pinerolese il riconoscimento dell’UNIONE EUROPEA, conferito il 24 Aprile, all’Ing. Carcioffo AD di Acea Pinerolese Industriale dal Vice Presidente dell’UE, Jirky Katainen come azienda Modello di Economia Circolare a livello Europeo.

 

In quest’ottica europea i dati sul biometano presentati al convegno di Bologna rappresentano da un lato una irrinunciabile opportunità per l’Italia di sviluppare una mobilità sostenibile basata su un carburante a bassissimo impatto che rappresenta la soluzione più economica e migliore sul fronte ambientale per risolvere problemi quali lo smog nelle città. A ciò si può aggiungere l’enorme ricaduta occupazionale e di produzione di ricchezza che questo giacimento naturale (agricoltura e frazione organica dei rifiuti) può rappresentare se pienamente sfruttato invece di essere letteralmente buttato in atmosfera.

Si tratta solo di immagazzinare e usare una risorsa che altrimenti finirebbe comunque in atmosfera: il biogas sviluppato dalla decomposizione dei vegetali e più in generale di tutte le risorse organiche.

Di qui passa il futuro per una società più attenta al suo benessere e maggiormente capace di produrre ricchezza invece di buttarla nel cestino.

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